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     SITO UFFICIALE DELLO YOSEIKAN BUDO IN  PROVINCIA DI TRENTO

   a.s.d. ASSOCIAZIONE PROVINCIALE TRENTINA YOSEIKAN BUDO

      MEMBER OF WORLD YOSEIKAN FEDERATION

養正館武道...la scuola dove si insegna, con disciplina e rettitudine, la via per fermare il combattimento....”

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Il simbolo

Il cerchio: la ricerca del uomo della perfezione.

La linea che interrompe il cerchio (punta della montagna): umiltá, perche la perfezione non é umana.

Le 3 parti del cerchio:

Senza luce, senza terra, senza acqua, non c’é vita. Questi elementi permettono di vivere, ed é nostro obbligo rispettare la natura. Il rispetto é fondamentale per una vita in comune.


Traduzione - Significato

YO Cibo - Nutrimento del anima

SEI Onestá - Senso del onestà

KAN Casa - Luogo d´incontro, la scuola

BU Evitare la guerra - Cercare la pace

DO La via - Che porta alla destinazione


Uniforme e gradi dello Yoseikan Budo



I praticanti di Yoseikan Budo, detti budoka, indossano un’uniforme detta keikogi simile a quelle utilizzate Nelle altre arti marziali e costituita da un paio di pantaloni bianchi, ampi, e da una casacca di colore blu aperta sul davanti, i cui lembi vanno avvolti intorno al corpo e sono mantenuti chiusi da una cintura.


Mentre nello Yoseikan Budo “vecchio stile”, analogamente ad altre arti marziali, esistevano cinture colorate e nere ad attestare il grado raggiunto dal praticante, al giorno d’oggi tutti indistintamente usano cinture blu e bianche. La cintura dimostra l´onda choc. Da una grande distanza si ha l´impressione di vedere un onda in cui le parti scure sembrano più strette, mentre quella bianche sembrano più larghe.


I colori utilizzati nello Yoseikan Budo, il blu e il bianco, rappresentano i concetti chiave del pensiero orientale dello Yin e dello Yang, due entità opposte che si compenetrano fra loro creando equilibrio nell’universo. Visti da lontano, i due colori si mescolano l’un l’altro a simboleggiare il superamento della comune ottica dualista che vede tutto come un’eterna contrapposizione. Anche il fatto che non esistano distinzioni evidenti nel grado dei praticanti sta a simboleggiare il principio di uguaglianza: tutti infatti hanno la stessa importanza, godono degli stessi diritti ma sono tenuti a rispettare gli stessi doveri.


Dal punto di vista formale i praticanti di Yoseikan Budo si dividono in mudansha, ovvero i praticanti di grado inferiore (kyū) e yudansha, di grado superiore (dan, l’equivalente delle cinture nere).


Cos’è in sintesi lo YOSEIKAN BUDO


Lo Yoseikan Budo viene considerata un sogo budo, un’arte marziale “composita”, “totale” o “completa” dal momento che include ed integra fra loro le pratiche di diverse arti marziali. Questa disciplina è strettamente connessa all’Aikido, al Karate, al Judo, allo stile di combattimento armato giapponese (scuola Tenshin Shoden Katori Shinto-ryu) ma anche alla boxe occidentale e al savate (boxe francese).


Il nome Yoseikan deriva da tre termini giapponesi: yo (“insegnamento”), sei (“verità”) e kan (“luogo”), pertanto può essere tradotto “luogo dove viene insegnata la verità”. Il particolare nome di questa arte marziale non è da intendersi come la pretesa di possedere in modo esclusivo le verità e le tecniche delle arti marziali, ma piuttosto come la natura omnicomprensiva dello Yoseikan Budo mette in grado l’individuo di scoprire il proprio senso di “verità” attraverso lo studio di un’ampia gamma di diverse tecniche, principi e filosofie.


Lo Yoseikan Budo che viene praticato ai giorni nostri è, allo stesso tempo, una ricca arte marziale tradizionale ed un moderno sport di combattimento. I suoi scopi sono la creazione di una sorta di “guerriero universale” che possa agire in qualsiasi situazione indipendentemente dall’avversario che gli sta di fronte, dalle armi utilizzate e dal contesto. Per fare ciò, lo Yoseikan Budo attinge alle tecniche più efficaci di tutte le arti marziali tradizionali, sia orientali che occidentali, alla ricerca dei movimenti che stanno naturalmente alla base dell’essere umano.


Lo Yoseikan Budo è un Arte Marziale tradizionale e moderna. Tradizionale perché vuole essere un ritorno alle scuole antiche del medioevo giapponese, dove venivano insegnate al giovane guerriero tutte le discipline necessarie al combattimento sul campo di battaglia, dalla scherma di spada al corpo a corpo, dal tiro con l’arco al combattimento col coltello. Moderna perché accetta il tempo in cui vive e noi tutti viviamo, aggiornandosi ed arricchendosi con le nuove scoperte, quelle vere e valide, che promuovono l’arricchimento personale ed il miglioramento della salute fisica e mentale.


Lo Yoseikan Budo incoraggia i propri praticanti all’organizzazione e alla frequenza di raduni tecnici e sportivi, dove i budoka, di diversi luoghi d’origine, possono incontrarsi, conoscersi, e trovare nuove amicizie.


Lo Yoseikan Budo vuole essere la ricerca del "tronco comune" che attraversa tutte le Arti Marziali, mediante la riscoperta dei movimenti chiave che gestiscono il corpo umano. Vuole essere uno studio di ricerca, un laboratorio, dove si perfezionano le tecniche storiche e si generano le nuove.


Lo Yoseikan Budo affina le doti naturali di ogni corpo, individuo per individuo, caso per caso, ne promuove la salute e la cultura, ricerca la pace e l’armonia fra gli uomini, il rispetto della natura, la crescita individuale e collettiva, la percezione del "respiro universale".

Sicurezza e disciplina, sport e filosofia di vita: questo è ciò che offrono le antiche discipline orientali

Ogni disciplina sportiva, ha delle caratteristiche che la rende peculiare rispetto alle altre. Le arti marziali (karate, judo, aikido e yoseikan budo per nominare solo alcune tra le più famose) fanno parte di quelle discipline sportive che, operando attraverso il corpo, plasmano la mente. Sono, infatti, indicate come discipline particolarmente formative sul piano psicologico, un’arte antica che rafforza il corpo e la mente.


Storia dello Yoseikan Budo


Lo Yoseikan Budo è un’eclettica arte marziale moderna che nacque nel 1931, ed il cui fondatore fu il maestro Minoru Mochizuki (1907 – 2003). Nella prima metà del Novecento Mochizuki fu allievo ed assistente di due fra le più importanti personalità delle arti marziali giapponesi: Jigoro Kano, il fondatore del Judo, e Morihei Ueshiba, il “padre” dell’Aikido. Mochizuki raggiunse gradi elevati praticamente in tutte le arti marziali esistenti (decimo dan nell’Aikido, nono nel Ju Jitsu, ottavo in Kobudo, Judo e Iaido, quinto nel Kendo e nel Karate) ma al tempo stesso fu attivamente impegnato nello studio degli stili di combattimento più tradizionali ed antichi come il Koryu Budō e il Katori Shinto Ryu (scherma giapponese).

Nella sua versione originale (precedente allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale) lo Yoseikan Budo includeva tecniche quali pugni, calci, tecniche di bloccaggio, proiezioni, atterramenti, prese articolari, strangolamenti, nonché il combattimento con le armi tradizionali ed i kata (tecniche codificate da una ben precisa sequenza di movimenti) sia a mani vuote che con armi. Ai praticanti di Yoseikan Budo sotto l’autorità di Minoru Mochizuki era richiesto non solo di padroneggiare quest’ampia panoramica di tecniche, ma anche di raggiungere un certo grado dan in altre arti marziali quali Aikido, Karate e Katori Shinto Ryu, e di conoscere in modo approfondito le tecniche di Jujitsu e Iaido. Curiosamente, questo “vecchio stile” non comprendeva quasi per nulla aspetti di tipo filosofico o esistenziale, ma era piuttosto basato su un rigoroso studio scientifico e sistematico delle tecniche. Le intenzioni di Minoru Mochizuki erano di migliorare e modernizzare in modo costante le tecniche, evitando di cristallizzarle nel tempo; lui stesso infatti affermava: “Non insegnare mai soltanto quello che ti è stato insegnato”. Il moderno Yoseikan Budo si deve al figlio di Minoru Mochizuki, Hiroo, che iniziò lo studio delle arti marziali sotto la guida del padre già in tenera età. Tuttavia, mentre Minoru aveva uno spiccato talento per il Judo, suo figlio eccelleva nel Karate; dopo un periodo trascorso in Francia come studente universitario, verso la fine degli anni Cinquanta, Hiroo tornò in patria per prendere in mano le sorti della scuola da lui fondata. Negli anni Settanta Hiroo introdusse nuovi kata di sua invenzione ed integrò lo Yoseikan Budo con tecniche di combattimento di derivazione sia occidentale che orientale; fra le novità introdotte ci fu

anche l’aspetto competitivo. Le gare di Yoseikan Budo, svolte fra due contendenti, vennero strutturate in modo molto simile a quelle di Karate e Kobudo, dove la vittoria è assegnata sulla base delle tecniche valide messe a segno e del punteggio totale conseguito.

Gli aspetti innovativi introdotti da Hiroo Mochizuki rappresentarono una svolta importante per il Yoseikan Budo che, da arte marziale di élite riservata a pochi praticanti, ebbe una diffusione su larga scala e acquisì ben presto popolarità e molti nuovi praticanti. Questo avvenne anche grazie all’introduzione di protezioni che consentivano la pratica di quest’arte marziale, sia in allenamento che a livello di competizione, in sicurezza e senza il rischio di infortuni. Questa vera e propria “rivoluzione” fu talmente apprezzata che attualmente solo pochissimi praticanti di Yoseikan Budo seguono ancora il vecchio stile.

Nonostante nello Yoseikan Budo esistano delle competizioni, questo aspetto è decisamente marginale rispetto all’importanza dell’allenamento fisico e dell’insegnamento tecnico. Le competizioni rappresentano solo la punta dell’iceberg rispetto alla complessità di questa arte marziale, ed il loro scopo principale è quello di far conoscere al grande pubblico la pratica dello Yoseikan Budo.


Tecniche e pratica dello Yoseikan Budo


Nello Yoseikan Budo di concezione moderna le tecniche utilizzate sono principalmente:

Atemi: colpi inferti con pugni, gomiti, piedi, tibie e ginocchia;

Proiezioni: tecniche derivate dal Judo che consistono nello sbilanciare e gettare a terra l’avversario;

Tecniche di sacrificio: afferrare il proprio avversario per poi gettarsi a terra e, sfruttando il peso della propria caduta, farlo cadere a sua volta;

Bloccaggi articolari: attraverso particolari manovre l’avversario viene immobilizzato. Liberarsi alla presa è impossibile se non si vogliono subire danni fisici;

Lotta a terra: utilizzando bloccaggi, prese e strangolamenti volti a immobilizzare e rendere inoffensivo l’avversario;

Tecniche che prevedono l’utilizzo di armi tradizionali come ad esempio bastone, coltello o spada.


Le tecniche dello Yoseikan Budo vengono portate utilizzando una particolare vibrazione energetica, detta tanden (che equivale al concetto cinese del Qi, o “energia vitale”). Imparare a padroneggiare questa energia che viene da dentro significa portare attacchi con una potenza superiore, rimanendo però al contempo agili e flessuosi.

Lo Yoseikan Budo è un’attività sportiva che allena il fisico e la mente e permette di scoprire i propri limiti e perfezionare le capacità; insegna il rispetto dell’avversario e a tenere sotto controllo le più diverse situazioni. La pratica dello Yoseikan Budo allena la coordinazione, potenzia l’apparato muscolare e permette di migliorare la propria capacità di concentrazione. Per questo, si tratta di un’attività che può essere praticata sia dagli adulti che dai ragazzi. Lo Yoseikan Budo insegna anche tecniche utili ai fini della difesa personale, e sono state anche introdotte le cosiddette “forme musicali” dove l’insegnamento tecnico avviene con l’accompagnamento della musica e del ritmo.

Una pratica impegnata e costante dello Yoseikan Budo permette di non farsi influenzare da quanto accade intorno, ma di conservare la lucidità mentale e la calma, e di conoscere sé stessi sempre più a fondo.


Disciplina e autocontrollo

Tra i vantaggi che derivano dalla loro pratica, un posto di rilievo assume il miglioramento delle capacità d’autocontrollo: aiutano, in altre parole, a valutare la situazione ed a reagire opportunamente. Su dei test che mettono in rapporto arti marziali e autocontrollo, la quasi totalità degli atleti agonisti interpellati, ha riscontrato un miglioramento della capacità d'autocontrollo in situazioni non solo riguardanti la pratica in palestra, ma anche nella vita quotidiana. In base alle risposte ottenute, si evince che la pratica delle arti marziali favorisce il miglioramento dell'autocontrollo e l'aumentata capacità d'autocontrollo è dovuta al tipo di disciplina comportamentale che si esige nelle arti marziali.

Inoltre nelle arti marziali il contatto con l'altro (avversario) determina uno stress tale che costringe il discente ad inventare i mezzi per adattarsi mentalmente alla situazione che si crea in ogni incontro. Ciò provoca un comportamento riflesso anche nella vita di relazione al di fuori della semplice competizione in palestra, generando rapide modificazioni tendenti ad un adattamento della persona a nuove situazioni.

Questo è in realtà un processo educativo. Le arti marziali non sono quindi solo uno sport, ma una scuola di vita, una filosofia che aiuta a crescere meglio. Sono sport formativi perché insegnano la disciplina, l’ascolto e il rispetto delle regole.


I bambini e le arti marziali

Per questo motivo le arti marziali sono consigliate anche ai più piccoli.

I bambini possono avvicinarsi a questo sport all’età di cinque-sei anni, quando sono abbastanza grandi per capire e seguire gli insegnamenti del maestro e nello stesso tempo abbastanza piccoli da non aver paura di imparare a cadere.

La pratica delle prime posizioni delle varie arti marziali poi è un’ottima palestra di coordinazione motoria: con un bravo maestro I più piccoli acquisiscono subito i principi di lateralità corporea (avanti, dietro, destra, sinistra).

Le diverse posizioni di gioco stimolano nel bambino la percezione del baricentro così da imparare a spostare il peso da una parte all’altra del corpo, a prendere coscienza della propria forza di movimento, a imparare a saltare, cadere, abbassarsi e a lanciare il colpo con misura e a indirizzarlo all’avversario senza fargli male.

Nella pratica delle arti marziali si osserva il massimo rispetto delle regole e la correttezza è indispensabile. Per questo motivo è uno sport consigliato ai bambini più irrequieti, che durante la lezione vengono guidati a moderare la loro energia e a concentrarsi per pensare al gesto successivo. Ma dato che le arti marziali sviluppano un grande senso di sicurezza di sé, sono consigliate anche ai bambini più tranquilli e timorosi, perché attraverso il loro svolgimento, riescono a scaricare gli eventuali piccoli stress della vita di ogni giorno e a vincere la paura e la timidezza che li caratterizza.

Da sfatare poi la credenza che le arti marziali siano adatte solo ai maschi, perché in realtà le bambine acquisiscono una maggiore sicurezza di sé e grazie alla loro facilità di concentrazione e di misura del movimento, maggiore rispetto ai maschi, hanno un’attitudine favorevole verso questo sport.

I bambini apprendono le nozioni fondamentali della disciplina divertendosi nello stesso tempo. Le arti marziali infatti hanno una loro storia piena di significato; ogni gesto può essere spiegato dal maestro come una favola di cui sono protagonisti personaggi quasi magici. La posizione del fantino nel karate, per esempio, ricorda quella tenuta dai samurai giapponesi quando montavano a cavallo e la storia degli antichi samurai che si spostavano cavalcando e affrontando gli avversari in combattimento è affascinante per i bambini, che ascoltando una favola apprendono una tecnica.


Lo sport


Il luogo in cui si svolgono le arti marziali è detto “Dojo”, luogo dove si “percorre la via”, intesa come crescita fisica e spirituale. Il maestro è colui che guida in questa via e merita il rispetto assoluto. Tuta da ginnastica e piedi scalzi vanno bene all’inizio, poi anche i più piccoli devono indossare la divisa composta da pantaloni, casacca e cintura, che rappresenta i diversi “Kyu”, cioè i livelli di esperienza: si comincia con il 10° Kyu per poi conquistare, con la pratica, il 9°, l’8° e così via fino all’esame per passare al primo grado di cintura nera (Dan).

Gli stages e gli esami hanno, per le arti marziali, una grande importanza, perché rappresentano il terreno di verifica del percorso fatto, la misura della propria crescita personale e solo con questa lettura i Kyu o le cinture colorate acquisiscono significato.


Le competizioni solitamente includono tre tipi di combattimenti (Randori):

Sude Randori: pratica libera, a mani nude, che comprende colpi di braccia e gambe, proiezioni, lotta a terra. Si tratta di un’attività molto varia, dinamica ed avvincente.

Emono Randori: consiste nella lotta con armi sportive in materiale espanso, repliche sicure delle armi tradizionali quali il bastone medio (tanbo) e la spada (katana). Esistono gare di tanbo, gare di spada e gare miste, dove i due avversari si affrontano utilizzando ciascuno un’arma diversa.

Emono Sude Randori: un avversario disarmato, a mani nude, ne affronta uno che attacca con bastone corto (konbo) o un coltello. Anche in questo caso si utilizzano repliche in materiale espanso.


I combattimenti prevedono l’impiego di tutte le tecniche conosciute, ad esclusione di quelle più pericolose come bloccaggi articolari, prese o rotazioni della testa e calci alle ginocchia. I contendenti indossano un equipaggiamento protettivo completo (caschetto con visiera, guantoni, parapiedi, paratibie, conchiglia per gli uomini e paraseno per le donne) che consente di utilizzare qualsiasi tipo di tecnica e di colpire in tutto il corpo senza ferire l’avversario. Il combattimento si svolge sotto arbitraggio e si basa sui punti: ogni qualvolta ne viene segnato uno, ovvero quando viene portata a segno una tecnica valida, l’azione viene fermata per poi riprendere.


In aggiunta a queste competizioni ve ne sono di più specializzate, come ad esempio:

Kata: l’atleta deve eseguire tecniche codificate da precise sequenze, dimostrando il pieno controllo del proprio corpo e una ottima conoscenza tecnica

Kyoe Randori: si tratta della “forma suprema del Randori”, ovvero uno stile di combattimento che prevede l’utilizzo di qualsiasi tipo di tecnica senza utilizzare alcuna protezione. È un’attività potenzialmente molto pericolosa, perciò è riservata a chi ha raggiunto un grado di controllo perfetto sia a livello fisico che di capacità tecniche.


La storia


Yoseikan Budo